Partita Iva Agevolata
La partita IVA agevolata è regolata dall’articolo 13 della legge 388 del 23 dicembre 2000, facente parte della finanziaria 2001: il contenuto della suddetta normativa, recita testualmente che tutti coloro i quali intraprendono un’attività di tipo artistico o professionale possono avvalersi di un’imposta fiscale agevolata.
Con la partita IVA agevolata, l’imposta da pagare, sostitutiva a quella regolarmente applicata, grava del 10% sul reddito di lavoro autonomo fruttato dall’impresa. Questa agevolazione viene attribuita solo nel caso in cui si verifichino determinate condizioni e solo ai contribuenti che siano in possesso dei requisiti richiesti.
Innanzitutto, per richiedere la partita IVA agevolata, il soggetto richiedente deve essere una persona fisica o un’impresa di tipo familiare.
Inoltre, il contribuente, non deve aver in nessun modo esercitato, nell’ultimo triennio, attività di tipo artistico, professionale o d’impresa, anche se queste sono state svolte sotto forma di associazione o a conduzione familiare.
Nel caso in cui, invece, si fosse stati soci di una società, sia essa di capitale o personale, questa condizione non pregiudica l’acquisizione della partita IVA agevolata a priori.
E’ importante stabilire, infatti, l’effettivo esercizio svolto nell’attività, d’impresa o di lavoro autonomo, da parte del soggetto in questione: se, ad esempio, questi fosse stato socio di una S.a.s. o di una S.r.l., avrà diritto a richiedere la partita IVA agevolata, a meno che non abbia svolto attività all’interno della società nel triennio precedente, condizione pocanzi citata, e che il suo unico contributo alla stessa, fosse stato di natura monetaria.
La nuova attività svolta non deve, in alcun modo, essere il naturale proseguimento di un’altra attività svolta in precedenza, anche se questa fosse stata in forma di lavoro dipendente o autonomo.
Questa particolare garanzia per accedere alla partita IVA agevolata, è un mezzo attraverso cui si cerca di arginare gli abusi dei contribuenti, i quali potrebbero, di fatto, portare avanti l’attività svolta nel recente passato, modificandone soltanto la veste giuridica.
Per quanto riguarda i compensi del lavoro autonomo, per accedere alla partita IVA agevolata, l’ammontare dei guadagni non deve essere superiore ai 30.987,41 euro per i lavoratori autonomi e per le imprese.
Il limite cresce fino a 61.974 per le imprese aventi come oggetto altri tipi di attività: in ogni caso, occorre sempre osservare obblighi previdenziali, assicurativi e amministrativi.
L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione, di recente, un particolare servizio utile a tutti coloro che sono in procinto di iniziare una nuova attività imprenditoriale o di lavoro autonomo: si chiama “Tutoraggio”, e serve ad individuare le caratteristiche necessarie per poter accedere alla partita IVA agevolata.
